Killer’s Instintc.

Marathon Legnago / vr828@fidal.it — FGP srl / http://www.fgpsrl.it/

pietro galati – Arthur Lydiard portava i suoi atleti a sfiancarsi sulle colline sino all’esaurimento fisico per affinare il loro killer’s instintc, cioè la voglia di uccidere (sportivamente) gli avversari in gara. Nello sport in Nuova Zelanda non si sono mai fatti prigionieri. Coach Arthur Lydiard, il padre del marathon system training, un metodo di allenamento che metteva alla base di tutta la preparazione invernale l’endurance di alta qualità, condizione ritenuta indispensabile per potere poi sviluppare al meglio i lavori veloci e di resistenza e potenza lattacida nella successiva primavera-estate. Il menu imposto da Lydiard ai suoi atleti, fossero corridori di 800 metri o di maratona, partiva da un minimo settimanale di 100 miglia, circa 160 chilometri, in su. A chi guardava con scetticismo ai suoi metodi di lavoro Lydiard offrì una dimostrazione epocale ai giochi olimpici di Roma conquistando la medaglia d’oro sugli 800 metri con Peter Snell, un altro oro sui 5000 con Murray Halberg, ex giocatore di rugby passato poi all’atletica in seguito ad un gravissimo infortunio di gioco che gli aveva offeso in modo irreparabile la spalla sinistra ed infine il bronzo nella storica gara di maratona vinta da Abebe Bikila.

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