100 e Lode

… 1 SETTIMANA DOPO…

Eccomi qui, è da tanto che non racconto qualche mio viaggio, questo però ha qualcosa di particolare, un’avventura carica di tutto quello che NON si può immaginare.

Inutile nasconderlo, ci tenevo a non deludere prima di tutto me stesso.

Scrivo questo mentre sono in aereo (ieri), ritornando da un weekend londinese in visita a colui che mi ha trasmesso questa passione della corsa, colui che ha sempre tifato per il mio cambiamento, una trasformazione iniziata quel “lontano” 20 agosto 2013, quasi 5 anni fa! (grazie BROOO)

PS: Anche in London la nostra sgambatina assieme ce la siamo fatta 😉

Veniamo al dunque, i giorni prima di queste gare sono sempre qualcosa di emozionante, fino al momento che ti ritrovi catapultato la, in griglia, sulla startline vicino ad amici, persone con cui condividere queste pazzie, si, perchè 103km con quasi 4000d+ da fare a piedi, di corsa, non è cosa normale che tutti fanno. PS: me lo ha sempre detto il mio babbo che son mia normale 🙂

Saranno ben 13h e 7′ per completare questo anello dalla pianura ai monti e ritorno; raccontare è impossibile, quello che si prova mentre corri per tutto questo tempo, non so descriverlo neanche io che l’ho vissuto questo.

Tanti mi chiedono cosa pensi tutto quel tempo? BHO.. La mente parte in un estasi tutta sua, i chilometri passano, qualche parola a destra e sinistra, le salite finiscono quando meno te lo aspetti, insomma tutto troppo velocemente, nonostante tu stai facendo fatica, con crisi da saper superare, dolori improvvisi ecc IL TEMPO VOLA.

Ma proviamo a raccontarla?

Siamo a Villaverla nell’alto vicentino, 100 e lode edizione x, la settimana che precede questa mia prima ultra 100 è gestita al meglio, consapevole che tutto è stato fatto come doveva essere, corso il giusto (forse troppo) a ritmi tranquilli e per finire pure i massaggi (grazie Paolo), 3 giorni di assoluto riposo e via, 3-2-1, sono le 00.02 di sabato 5 maggio, è partita la 100 e lode 2018. Primi 10 km piani, uscendo dalla pianura verso le prime rampe in direzione Malo, il ritmo si fa subito serio, cerco di non farmi ingolosire, procedo al mio trotto, trovo compagnia di un buon amico, Andrea (con lui farò i primi 40km) e si va verso il primo ristoro, km 12, la tavola è imbandita, sto bene, sento la gamba piena, ma so che se non si butta dentro benzina prima o poi la macchina si spegne ed io il culo a Villaverla lo vogliono portare con le mie gambe, dunque sosta, formaggio, frutta secca, the, arance, un bel mix direi 😉 Si riparte, le salite su consiglio del guru Moreno si camminano a passo e dove si può correre sereni si corre, questa è la tecnica per recuperare la gente sul percorso (tractor Manu in modalità ON).

Le ore passano, il secondo ristoro vola e al 27°km c’è la prima spunta, sono le 3 e 7′, sono 34° assoluto, il sorriso è sempre stampato sul mio volto, proseguo tranquillo con Andrea e la new entry Fabio verso il monte Civillina. Benedetto sia questo ristoro, avevo crisi mistiche di sete. Pieno totale di liquidi e via a lanciarsi in discesa per poi imboccare la salita di quasi 700d+ verso Recoaro Mille, una salita subito impegnativa nel bosco, salita vera diciamo, per poi trasformarsi in una larga carreggiata ciottolosa, dove la voglia di provare a correre è tanta, ma poi c’è sempre quel rischio di saltare in aria e, allora, ecco la vocina Moreno che ti dice STAI BUONO MANUUUU!!! Ei ma sono già le 5, inizia ad albeggiare, penso a casa, il papà starà facendo colazione e perchè no, forse starà pensando anche a me, disperso tra i boschi a far fatica. Telefono in mano, do il buongiorno a casa, tutto va bene e tutto fila liscio. Intanto l’amico Andrea perde contatto, sale del suo passo, è poco dietro, bhe penso, poi ci riprende, lui conosce il percorso sa dove poter fare la differenza (in fine prenderà una decina di minuti da noi).

Recoaro Mille conquistato, c’è anche la super Francy (oggi in veste supporter di Tommaso) 4 chiacchere, ristoro e via a risalire verso i piedi del Carega, direzione Malga Lora. La vista ora a campi piani è spettacolare, albeggia e il sole si stampa sui pendii del Carega e del Pasubio, che spettacolo gente!!!! Bosco, pietruzze, ruscelli sono un susseguirsi e alle 6 e 55′ sono a Malga Lora 29°assoluto, recuperando poco prima un altro guru di cui fidarsi sempre, vero “nonno Riccardo”? … ma quella è Federica (moglie di Moreno), mi sta aspettando al ristoro, la abbraccio, mi chiede come sto, bene, finchè si sorride va sempre bene rispondo.

Ristoro da signori, mi cambio maglia e smanicato, 10 minuti di “sano” riposo e si riparte verso la seconda parte di gara. Subito dopo il pancino inizia a chiedermi delle soste improvvise, lascio la compagnia di Fabio e cerco di gestire la situazione crisi. Arranco verso il sesto ristoro ed ecco che mi vedo spuntare davanti il guru Moreno (si farà 60km di corsa, così, tanto per seguirci sul percorso) subito mi fa: COME SEA BOCIA?

Bene ma potrebbe andare meglio rispondo!!! ahahahah

Torna sotto anche Riccardo, ci facciamo qualche km assieme, qualche sosta forzata ci ricompatta e bene o male tra tira e molla arriviamo al km 84, ristoro, ormai lo stomaco inizia a ribellarsi, tempo di maltodestrine (grazie Barbara dell’aiuto con le borracce), ripartiamo, Moreno mi incoraggia a restre con Riccardo, ci provo, ora è discesa e per finire i 12km di asfalto (infiniti) in direzione Villaverla

Riccardo rallenta, gli partono i crampi, cerco di autarlo con la calciferina, si massaggi, io riparto e con tanta forza di volontà metto nel mirino Villaverla.

Chiamo gli amici, sto arrivando, una super Biancarosa mi viene in contro, la mia corsa è in modalità “paraplegica”sono 21°, il 20° è li a 50 mt, la voglia di passarlo è tanta, ma bisogna accontantarsi, Mi godo gli ultimi metri, Biancarosa mi accompagna fino all’ultima curva, voglio arrivare solo, voglio questi oltre 100 km tutti per me.

Un 5 sul tragurdo, sono letteralmente prosciugato, vedo Rosanna, si emoziona, un grande abbraccio che fa commuovere anche me, poi Rudy, Sonia, Diego, l’extraterrestre Roby (mattatore di questa corsa) sua moglie Elisa, Matteo, ecc

GRAZIE RAGAZZI CHIEDETEMI SE SONO FELICE!!!

Dire che sono stremato forse è riduttivo, mi sdraio e in quel momento realizzo che ho fatto qualcosa di unico per me stesso, per il mio passato, ma l’asticella non rimane li fissa, è destinata ad alzarsi e questo è quello che voglio!!!

Lavaredo ultra trail arrivoooooooooooooo

Chiudo qui, ora mi godo questi ultimi attimi di volo, domani si ricomincia, è lunedì, c’è un cartellino da timbrare, forse più importante di una passione, quindi si corre si, ma sempre col sorriso in faccia, perchè tutto questo deve rimanere uno svago dalla quotidianità.

Ciao amici, buona vita sempre!!!

Emanuele Frisoni

      

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