La Trenta (anzi 32) di Parma

Capitolo I – la levataccia: Ore 5.15 a.m. suona la sveglia, solita colazione pre gara, borse tutte pronte e un pensiero fisso… i 2 km aggiunti a tradimento: già, la 30 km in realtà sarà di 32… mah!😱

Capitolo II – la partenza: 6.15 arrivano Marco e Stefy (Marco carico come pochi!!); si parte direzione autostrada. Per strada solo nebbia fitta e furgoni killer diretti verso fantomatici mercati. Nonostante tutto arriviamo al casello di Mantova sud dove recuperiamo il buon Giuseppe e via verso Parma!

Capitolo III – la sosta: fermata tecnica in autogrill, ma il tempo stringe (non solo il tempo) e come fossimo già in gara tocca farsi largo districandosi tra i passeggeri di due pullman di alpini (e consorti) per accaparrarsi i posti in bagno. Si riparte!

Capitolo IV – lo scambio: nonostante i sensi unici e le zone a traffico limitato riusciamo comunque a fare il cambio Stefy, che farà la 10 km e perciò partenza assieme ai maratoneti dal parco della cittadella con Willy, per arrivare in zona partenza della 30… anzi della 32 poiché quest’anno la partenza sarà differita per permettere l’arrivo di tutti gli atleti nel centro di Parma.

Capitolo V – la partenza: parcheggio direttamente a lato dello start: comodità simil domenicale; si fissano i pettorali, via giacche e magliette superflue, in quanto la nebbia ha lasciato posto ad un sole esagerato e …

3 – 2 -1 sorriso stampato e si parte!!! I km iniziano a scorrere e i ristori si avvicendano, attesi come oasi nel deserto, a causa della temperatura in quanto il sole ci accompagna accendendo i colori della campagna parmense, ma per contro il caldo si fa sentire.

Capitolo VI – la consapevolezza: le gambe continuano a girare, più ci si avvicina al traguardo e più si fa dura e la sorpresa dei due km “extra” che l’organizzazione ci ha riservato rende tutto più difficile, e viene da chiedersi: “Perché? A cosa serve tanta fatica?”

Forse non ci sono risposte, MA ORMAI IL PIÙ È FATTO, È ORA DI STRINGERE I DENTI E DI ANDARE AVANTI!

Capitolo VII – l’arrivo: passano anche i chilometri più duri (gli ultimi due, naturalmente) e la fatica si attutisce lasciando spazio ad una sensazione di gioia che culmina in vista del traguardo, tra gli applausi e il sorriso ritrovato.

Dura, ma anche questa è andata… un giorno per riprendersi e si pensa già alla prossima!

 

 

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