ECCO PERCHÉ MOLTE ALTRE VOLTE ANCORA CORRERÓ LA GENSAN GIULIETTA E ROMEO HALF MARATHON

Running, trail (only the brave), jogging, retrorunning, natural running, queste ed altre ancora le declinazioni per uno sport eccezionalmente eclettico.

Sì, perché ognuno affronta la corsa a modo proprio e con le proprie aspettative: c’è chi insegue “il tempo”, chi è in continua competizione con gli altri e con se stesso, chi cerca il benessere fisico (e magari finisce per trovare quello mentale) e chi, non avendo ancora capito dov’è il proprio limite, finisce per spostarlo sempre un po’ più in là.

Oltre a tutto ciò, io cerco il centro, quel punto esatto che alberga in ognuno, da cui scaturisce la forza per affrontare fatiche e sofferenze autoindotte, in modo da essere preparata quando mi pioveranno addosso quelle vere, imposte dalla vita.

Carichi di queste (e molte altre) motivazioni oltre 8000 runners si sono riuniti, domenica 12 febbraio, per partecipare alla decima Gensan Giulietta e Romeo Half Marathon.

Questo é uno degli appuntamenti podistici da me più attesi, un po’ perché ha un appeal particolare (è pur sempre la corsa dedicata agli innamorati resi eterni dalla mirabile penna del Bardo) e un po’ perché l’edizione 2014 fu la mia prima “mezza”, e si sa che il primo amore…

Si parte alle 10 e questo consente di non doversi alzare prima del canto del gallo, una volta tanto.

L’atmosfera in zona stadio è già carica di aspettative per il percorso che, in molti, già conosciamo e sappiamo essere spettacolare ed emozionante.

La giornata è fresca, ma ugualmente perfetta, la città scaligera è pronta a cullarci con i suoi dolci saliscendi un’altra volta ancora.

Mentre corro sono sola, ma allo stesso tempo un tutt’uno con le migliaia di sconosciuti che hanno deciso di mettersi in gioco.

Calpesto quelle strade pregne di storia e respiro arte, cultura e la conoscenza dei molti che mi hanno preceduta.

Porta Palio, Castelvecchio col suo monumentale ponte, i Bastioni, le mura, la suggestiva chiesa di San Fermo, sono solo un assaggio delle bellezze che Verona concede ai suoi figli; da esperta seduttrice qual è, il meglio lo riserva per il gran finale.

Proprio lì, ad una manciata di metri dal traguardo: l’ingresso in Arena…ed il mio cuore perde un battito.

La fatica, il sudore, il dolore non esistono più, c’è solo Lei che ti accoglie, ti abbraccia e ti accompagna; munificente dono che vale più di qualunque medaglia.

Queste emozioni sono parte del bagaglio che mi rende grata a questa generosa città.

Anche se non mi ha dato i natali, ha saputo accogliermi e farmi sentire parte di qualcosa di più grande e importante.

Ecco perché molte altre volte ancora correró la Gensan Giulietta e Romeo Half Marathon.

Comments

  • By nicola - on Reply

    Brava Stefania, belle parole. Riesci a trasferire il senso più puro di chi sceglie questo sport, anzi, questo stile di vita. Grazie.

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