UNA CORSA CONTRO… IL VENTO!!!

6 gennaio… Trail della BORA
Tutto ha inizio qualche mese fa, dopo la disavventura dello scorso anno (arrivato con un ginocchio ko) mi re-iscrivo per onorare ancora una volta questo viaggio, si, un viaggio perchè sono esperienze che rimangono dentro, come un vero e proprio viaggio di piacere.
Dovevo aver compagnia col mio super compaesano Giacomino, ma la fottuta bandelletta ileotibiale (come il sottoscritto esattamente un anno fa) lo costringe a rinunciare e quindi mi ritrovo solo contro me stesso a sfidare il CARSO!!!
Il programma dice, 57km 2500d+ al freddo e spazzolati dal vento, semplice no???
…è da giorni che guardo il meteo
e sono estremamente preoccupato, tanto che la notte prima non ho chiuso praticamente occhio dal pensiero (e pensare che degli extraterrestri erano già da quasi 24ore sulle montagne del Carso tra Italia e Slovenia per una gitarella di 164km. PAZZI ma tanto di cappello).
Veniamo a noi, lo so che state aspettando il mio racconto 😉
Ore 4.30 suona la sveglia nel mio stupendo hotel a 4 km dall’arrivo, inizio a vestirmi, mi caccio addosso tutto quello che ho addosso, anche il cambio completo che dovevo lasciare alla base del 35esimo km.

   

Super cordialità dell’hotel che anticipa le colazioni dalle ore 4, WOW, 4 fette biscottate con marmellata, 2 fette di strudel semplicemente FOTONICO, caffettone e doppia tazza di thè… COLAZIONE DA CAMPIONI, i km saranno tantini e il motore ha bisogno di calore xD
Lascio l’hotel alle 5.30 e mi dirigo verso la finish-line dove prenderemo i bus navetta che ci porteranno a Pesek, paesino sul confine italo-sloveno.
Cazzo che freddooooooooooo, sono bardato fino hai denti, fortunatamente la temperatura è SOLO -7°C ma col vento si percepisce altro che -7, tanto che non voglio neanche saperlo per non demoralizzarmi.

      

Dai ci siamo, con qualche decina di minuti di ritardo parte il conto alla rovescia, 310 coraggiosi trailers si daranno una sana battaglia, il terra Triestina, 5-4-3-2-1 è partito il “temuto” TRAIL DELLA BORA!!!

Prima parte tranquilla molto corribile, si sconfina subito verso la Slovenia per poi ritornare in madrepatria, un su e giù continuo con qualche tratto tosto, ma tutto sotto controllo, sono al trotto (come dice super turbo Marco), ogni tanto mi passa qualcuno ma non mi faccio problemi, prevenire meglio che curare penso, piano piano che la giornata è lunga e tempo di “morire” ce n’è, e, prima o poi in crisi ci si andrà, quindi, preferisco il più tardi possibile.
Passano 10km discesa verso Dolina, siamo al primo ristoro completo, sto benissimo, tanti non si fermano, io si, ahahahahah 2 minutini di break, mi sparo un bel cubotto di cioccolato fondente, mezza banana e un thè stupendamente bollente, siiiii ora si può affrontare il primo vero vertical della giornata, 2km cazzuti con 300d+, subito nel bosco e poi su vera e propria roccia carsica, una pietra che sembra a lamelle, come se fosse tagliata dal vento. Scollino, discesa da capogiro su ghiaione stile monte Carega,
con le scarpe che affondano come sulla sabbia, yeah, vento??? Siamo in val Rosandra, il vento è contrario, sento freddo alle gambe, mi vengono in mente le parole di mio cognato, che la sera prima mi ha detto “pensa che ce la farai, non pensare di non farcela”, e allora via verso la risalita che ci porterà a san Lorenzo, ristoro, arance sbucciate, cubotto di cioccolato, bananina, pieno alle borracce e via verso un tratto stupendamente bello, in costante cresta sui monti che proteggono Trieste, dall’alto si vede l’intera città, sembra piccola, il vento è costantemente di lato, un continuo su e giù fino ad Opicina, km sulla tabella 35, 4 ore e 9 minuti sono passati, sono 44esimo assoluto (inaspettato), mancano 22km sempre su sentieri cazzuti, dove correre è dura, curvette secche, roccette che spuntano a destra e sinistra, in molti casi ci sta solo il piede, e…. la stanchezza sul groppone inizia a farsi sentire.
Non so come ma inizio a parlare con una certa Alice, abita in zona lago maggiore, cazzo, non molla un centimetro, iniziamo a raccontarcela del più e del meno, “io sono di Verona” gli dico, e lei “ma daiiii ho fatto la maratona a Verona”, storie di gare ecc, la ragazza è una tosta, mi dice che andrà in Australia per affrontare la gara più lunga al mondo, PAZZA, ma simpaticissima (concluderà questa avventura 2 minuti davanti a me e sarà la seconda donna assoluta, CHAPEAU).
Km 45 pipì time, non resisto più, saluto Alice, vai campionessaaaaa… ma come, non notate qualcosa di strano??? Non sono ancora caduto 😉 1km e patapum, un sasso forse qualche millimetro più alto degli altri mi fa fare una bella capriola, gran botta alle ginocchia, smorfia dolorante ma ormai non mi ferma più nessuno, PortoPiccolo (il Porto Cervo di Trieste) è nel mirino, salto di netto l’ultimo ristoro,il mio zaino dice mezza borraccia di sali e acqua a go go viaaaaaaaa!!!!
Ho ma mancano 4 km, il mare è 200mt più basso, quando caaaazzzzzooooo si va giù??? Ecco neanche a pensarlo attraversiamo la statale e un sentierino cordato ci porta sul lungo mare, spiaggia ghiaiosa, il piede affonda, le scarpe diventano candide (siiii non c’è da pulirle), sembra quasi fatto apposta, si perchè entro in questo posto fantastico, scavato nella roccia, dove ad attendermi cè un tappeto rosso, scalinata, 50 metri, apro le braccia, sorrido, sono finisher in terra triestina, quest’anno posso dire di aver vinto la BORA.

  

Medaglia al collo, anzi addento la meritata medaglia, stretta di mano a Tommaso (solo complimenti quest’anno, organizzazione top), foto di rito, sono 37esimo assoluto, 7h 03′ 54” di fatica, dolore, freddo ma anche gioia, divertimento e scenarei mozzafiato!!!

 

FANCULO BORA, ANCHE QUEST’ANNO HO VINTO IO. 2-0 E PALLA AL CENTRO!!!
Ci vediamo il prossimo anno, e sarò SENATORE!!!
Grazie a tutti,
chi mi ha tifato da casa
chi mi ha pensato anche anche per un istante
i super amici di MarathonLegnago
Tommaso, organizzatore super
e…i miei famigliari (sempre in pensiero)
…inizia così il mio 2017 verso un sogno… #RoadToDolomitySkyRun
#NonSiMollaUnCazzo
#aBomba
#MarathonLegnago
#Trieste #TrailDellaBora

Emanuele Frisoni

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